Cari spiriti liberi e amanti della buona cucina,
ogni venerdì su Rotte di Vegamondo vi accompagno tra borghi, trekking e destinazioni lontane. Ma cosa succede quando non posso partire davvero? Smetto di viaggiare? Non proprio…

Quando pensiamo al viaggio tendiamo subito ad associarlo a nuove destinazioni, terre lontane e biglietti aerei. Per me, invece, viaggiare è sempre stato molto di più. Viaggiare è perdermi. Perché a volte il viaggio non comincia con un biglietto, ma con un pensiero che ci porta altrove.

Il viaggio come stato d’animo

Ed è proprio questo per me viaggiare: perdermi. Non soltanto nel senso più ovvio di camminare senza meta tra strade nuove o lasciarmi sorprendere da un sentiero sconosciuto. Perdermi è anche molto altro. È lasciarmi trasportare con la mente in epoche lontane, in terre che non ho mai visto e che forse non vedrò mai.

Da bambina mi succedeva spesso: le insegnanti dicevano che ero presente in classe, diligente, ma la mia mente sembrava altrove. Era vero. Mentre il corpo era lì, io viaggiavo altrove, immersa in storie e paesaggi immaginari. Ed è qualcosa che accade ancora oggi.

Un libro, un film, una musica possono spalancare mondi. A volte basta aprire le pagine di un romanzo e mi ritrovo in un cottage sperduto, o davanti a un paesaggio che sa di Scozia e di vento. Altre volte è una serie che accende in me il desiderio di vivere un autunno perfetto, con zucche e spezie che profumano la cucina.

Perdermi fisicamente ha senza dubbio il suo fascino: un trekking, una città nuova, un viaggio lontano. Ma perdermi con la mente è un’esperienza che vale altrettanto, perché mi permette di viaggiare sempre, anche quando resto ferma nello stesso luogo.

Tazza di caffè accanto al libro “La Ruota dell’Anno”, simbolo di introspezione e connessione spirituale nelle mura di casa.
Libro aperto su una coperta decorata con motivi naturali, immagine di comfort e viaggio immaginario tra le mura domestiche.

Radici e sensi che trasportano

Alcuni viaggi non nascono da un biglietto, ma da un ricordo. Mangiare l’uva fragola mi riporta subito a mio nonno, alla sua pergola che faceva ombra a tutta la casa. Un morso di pane casareccio mi riporta invece alle estati in montagna con mia nonna, quando mi svegliavo all’alba per impastare con lei e lei mi lasciava preparare una piccola pagnotta tutta mia. Ricordi semplici, ma così vivi da trasformarsi ogni volta in un viaggio nel tempo.

A volte, invece, non si tratta nemmeno di ricordi concreti: ci sono sensazioni che sembrano appartenere a vite passate o a luoghi che non ho mai visto, eppure li sento vicini. Forse è immaginazione, forse memoria antica: in ogni caso, è viaggio.

Anche i sensi hanno un potere speciale. Il profumo di una tisana, il pane caldo appena sfornato, l’odore della terra bagnata dopo un temporale: sono scintille che aprono mondi interiori, porte che mi portano altrove senza muovermi. Le mie piccole madeleine di Proust, attimi che, come nel celebre romanzo, riescono a riportarmi in un istante a ricordi ed emozioni che pensavo sopite.

Il viaggio continua

Questo modo di viaggiare non è una forzatura: è ciò che sono. Da sempre libera nello spirito, mi riconosco in uno stile boho e witchy che mi lega profondamente alla natura, agli animali e alla mia interiorità. Non mi interessa rincorrere mete da checklist o mode da travel blogger: Rotte di Vegamondo è il mio spazio per raccontare viaggi autentici, concreti e interiori, quelli che intreccio tra trekking in Calabria, grandi viaggi che riesco a realizzare e quelli che vivo ogni giorno tra le mura di casa.

Viaggiare lontano è entusiasmante, ma non possiamo aspettare solo i pochi voli o le ferie annuali per sentirci vivi. È fondamentale imparare a viaggiare anche nel quotidiano: attraverso un libro, un piatto cucinato con amore, una passeggiata al tramonto o un rituale che ci ricorda chi siamo. Questo settembre vi invito a scegliere un piccolo gesto che vi faccia evadere e a trasformarlo in un viaggio interiore. Non è detto che si realizzerà subito… ma chissà, forse un giorno diventerà reale.

E voi, spiriti liberi, come viaggiate quando non potete partire davvero?

Un caloroso saluto ai miei lettori, spiriti liberi e amanti della buona cucina! Che il vostro cammino sia sempre ricco di scoperte gustose e avventure culinarie. A presto con nuove storie da condividere!


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