Cari Spiriti Liberi e Amanti della Buona Cucina,
settembre è un mese sospeso tra due mondi: le giornate ancora luminose dell’estate e le prime ombre lunghe che annunciano l’autunno. È il tempo in cui ci avviciniamo a Mabon, l’Equinozio d’Autunno, che quest’anno cadrà tra il 21 e il 23 settembre.
Mabon è il momento dell’equilibrio: luce e buio hanno la stessa durata e la natura ci ricorda che ogni cosa ha un ciclo, un ritmo, un punto di bilanciamento. Per me è una festa che non riguarda solo la spiritualità, ma anche la vita quotidiana: ci invita a rallentare, osservare e ringraziare.
Perché prepararsi a Mabon è importante
Nei giorni che precedono l’Equinozio possiamo già sentire l’energia cambiare. La natura comincia a trasformarsi: i frutti maturano, le foglie accennano i primi colori caldi, l’aria del mattino si fa più fresca. Prepararsi a Mabon significa entrare in sintonia con questo ritmo, accogliere il passaggio e trovare il nostro equilibrio interiore.
Non servono grandi rituali: spesso sono i piccoli gesti a fare la differenza. Un diario aperto la sera, una candela accesa, una passeggiata silenziosa diventano momenti di connessione e ascolto.
Piccoli rituali quotidiani per l’attesa
Ecco alcuni rituali che mi accompagnano nei giorni che precedono Mabon e che puoi provare anche tu:
- Accendere una candela la sera
Un simbolo di luce che resta accesa dentro di noi anche quando le giornate si accorciano. - Scrivere un diario di gratitudine
Bastano poche righe ogni giorno per riconoscere ciò che abbiamo raccolto finora – esperienze, relazioni, insegnamenti. - Passeggiare nella natura
Fermarsi ad ascoltare il vento tra gli alberi o raccogliere una foglia che richiama la stagione in arrivo può trasformarsi in un piccolo rituale. - Creare un’atmosfera autunnale in cucina
Una tisana alle erbe, una zuppa calda, i primi piatti con zucca e mele: ogni ricetta diventa un gesto per celebrare i doni della terra.


Mabon e Rotte di Vegamondo: un viaggio dentro e fuori di noi
Su Rotte di Vegamondo amo raccontare i viaggi non solo come spostamenti fisici, ma come esperienze che ci connettono a luoghi, culture e soprattutto alla natura. In fondo, anche prepararsi a Mabon è un viaggio: non serve partire per terre lontane, perché possiamo esplorare il mondo dentro e attorno a noi.
Ogni candela accesa, ogni tisana preparata, ogni passo in un bosco o in un borgo vicino diventa parte di una rotta autentica. L’autunno ci invita a vivere con lentezza, e Mabon ci ricorda che il vero equilibrio si trova spesso nelle piccole cose quotidiane.
Conclusione: un invito al lasciare andare
Mabon è un invito ad ascoltare il cambiamento e a celebrare la bellezza dei cicli della vita. Nei prossimi giorni voglio continuare a condividere con voi pensieri, ispirazioni e, quando arriverà l’Equinozio, un approfondimento dedicato a questa celebrazione antica e affascinante.
👉 E tu? Hai un rituale speciale per accogliere l’autunno? Raccontamelo nei commenti!
Un caloroso saluto ai miei lettori, spiriti liberi e amanti della buona cucina! Che il vostro cammino sia sempre ricco di scoperte gustose e avventure culinarie. A presto con nuove storie da condividere!